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Arrivare a Polesine Parmense è come arrivare in un luogo senza tempo. La strada stretta costeggia il Po e corre sugli argini, i pioppi accompagnano il mio ingresso sulla strada selciata di ingresso alla dimore e, d’un tratto, appare la torre merlata dell’Antica Corte Pallavicina Relais. La fortezza trecentesca, salvata e restaurata dalla famiglia Spigaroli, racconta un progetto di turismo sostenibile Emilia che parte dal recupero delle tradizioni contadine lungo il  Fiume Po. Si, perché poco più in la, percorrendo un breve tratto sull’argine, si arriva sulla sponda del Po che scorre lento, quasi a voler invitare alla “lentezza” contadina e ad interrompere i nostri ritmi frenetici.

Una famiglia e la rinascita di un castello

La storia inizia nell’Ottocento con il bisnonno Carlo, norcino di fiducia di Giuseppe Verdi (fratellispigaroli.it). Oggi Massimo e Luciano Spigaroli guidano un progetto di recupero durato vent’anni di lavori artigianali, mattoni puliti a mano, travi recuperate una ad una: il risultato è un relais di 11 camere, due ristoranti, un museo e un’azienda agricola a filiera cortissima.

Camere che raccontano la campagna emiliana

Le stanze ricordano le antiche case di campagna e già dal nome rivivi l’atmosfera storica di questa dimora; si suddividono in due ambienti distinti e separati dalla corte centrale, l’Ala del Castello e l’Ala della Foresteria. La prima occupa gli ambienti storici della fortezza e ospita sei camere tra Suite, Superior e Standard, arredate secondo il gusto nobiliare dell’epoca e caratterizzate da un soffitto a cassettoni cinquecentesco in legno di quercia e pioppo. L’Ala della Foresteria si trova invece al primo piano dell’ex fienile, al di sopra del Bistrot Hosteria del Maiale e del Museo del Culatello e del Masalén, le camere ospitate in questa ala hanno un ambiente più rustico, più minimale. L’arredamento interno delle camere, in entrambe le ale della dimora, è composto da materiali di recupero delle vecchie stalle o della casa padronale, non c’è TV in nessuna di queste camere, per scelta, l’unica scelta sembra quella di rallentare, ascoltare il respiro della natura fluviale e respirare passato e presente

ll Museo del Culatello: la cattedrale del gusto

Scendendo nella cantina di stagionatura si arriva al Museo del Culatello: oltre 7 000 culatelli pendono nella penombra a temperatura costante. Ognuno di questi culatelli ha un’ etichetta firmata da chef stellati o re (uno di questi culatelli è di Re Carlo d’Inghilterra). L’umidità del Po accarezza i salumi; Massimo Spigaroli spiega che qui “la nebbia è ingrediente, non problema”. L’atmosfera è davvero mistica: una “galleria d’arte” di culatelli perfetto per un food storytelling.

Hostaria del Maiale, Agribottega & il Ristorante Gourmet — la mia pausa di gusto

Entrare all’Hostaria del Maiale è come bussare alla porta di una vecchia cascina. I tavoli e le sedie sono quelli robusti, un po’ scricchiolanti, che ricordano le osterie di una volta; sopra la testa, attaccati alle travi scure, pendono i cestini di vimini dove le nonne conservavano il pane secco e le cipolle. Alle pareti scaffali di bottiglie di vino accanto alle conserve casalinghe — pesche sciroppate, pomodori pelati, giardiniera colorata —etichettate a mano. Il menu non ha fronzoli e profuma di casa: tortelli d’erbetta, spalla cotta tiepida, pane caldo appena uscito dal forno della corte.
Di fronte all’Hostaria del Maiale c’è il Ristorante Gourmet. Qui persino il menu racconta una storia: Massimo Spigaroli, ragazzino con il sogno di diventare cuoco, scrive che aveva promesso alla madre di «fondere cultura e ospitalità» e far crescere una cucina capace di spiegare, boccone dopo boccone, cosa nasce nella campagna intorno. Ogni portata racconta un aneddoto: il piccione in doppia cottura profuma di frutteto perché Massimo, da bambino, rubava mele cotogne per insaporirlo.

E infine l’Agribottega: scaffali in legno grezzo, file di vasetti pieni di conserve, marmellate, giardiniera, sembrano caramelle per adulti. Culatelli sotto vuoto, coppe, fiocchi, spalle, salami, cotto, cotechino, mariole, confetture di antiche pere, salse di pomodoro giallo, Parmigiano Reggiano Vacche Bianche, Brune o Parmigiano Vacche Rosse.

Eventi aziendali sul Po

La Corte Pallavicina è adatta ad ospitare meeting ed eventi grazie ai suoi spazi e saloni. Nella corte trecentesca si possono svolgere shooting di moda, degustazioni o dinner party. La chiesetta privata è ideale per micro matrimoni.

Il potere del racconto

Lo storytelling è determinante per le strutture ricettive a l’Antica Corte Pallavicina lo ha usato in maniera esemplare: se la narrazione è autentica e coerente, l’ospite la respira in ogni fase — dalla prenotazione al check-out. Ed è esattamente quello che è successo a me. In ogni momento del mio breve soggiorno, in qualunque ambiente mi trovassi all’interno del Relais, ho percepito la forza del racconto, respirato le tradizioni di una famiglia che ha ridato lustro alla tradizione contadina e al turismo etico, che ha creato un’ospitalità fatta di tutela e che ha saputo onorare la filiera corta e la cultura padana.

E’ la prova che il turismo può rispettare territori e comunità. E’ la prova che il recupero del territorio e la valorizzazione dei prodotti di filiera è il marketing che funziona e che è capace di attirare viaggiatori sensibili al turismo etico.

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